Gastroenterite: cos’è e cosa fare

Periodicamente si ripresenta: l’influenza intestinale (per gli amici “Gastroenterite”), con i suoi fastidiosi vomito e diarrea, invade case, ambulatori pediatrici e… i pronto soccorso di tutta Italia

Gastroenterite: cos’è e cosa fare

Cosa dovrebbero sapere mamma e papà per evitare la disidratazione del loro bebè ma anche il propagarsi dell’infezione… sia all’interno della propria famiglia che nella sala d’attesa di un Pronto Soccorso pediatrico?

 

Consiste in un quadro caratterizzato da:
 

– Riduzione della consistenza delle feci (molli o liquide) e/o aumento della frequenza delle evacuazioni (tipicamente ≥ 3 evacuazioni nelle 24 ore)
– Con o senza febbre
– Con o senza vomito
 

Dura, in genere, meno di 7 (lunghissimi…) giorni e mai più di 14 giorni (una durata > a 14 giorni definisce una condizione di diarrea cronica).
 

La GA in età pediatrica è causata nel 70% dei casi da un’infezione virale: sono stati identificati più di venti tipi di virus come agenti eziologici, ma i più comuni sono il ROTAVIRUS E IL NOROVIRUS. Il vomito e i sintomi respiratori sono maggiormente associati alle infezioni virali. Le forme virali, proprio per la presenza del vomito, sono quelle a maggior rischio di disidratazione. La gastroenterite virale si trasmette generalmente per contatto mano-bocca, ma si può diffondere anche attraverso gli starnuti e le goccioline di saliva.
 

Le GA batteriche sono circa il 10-20% del totale e i microorganismi più frequentemente in causa sono SALMONELLA, CAMPYLOBACTER, SHIGELLA, YERSINIA, ESCHIRICHIA COLI. La presenza di febbre elevata, addominalgia e di sangue e muco nelle feci rende più probabile il sospetto di un’eziologia batterica. I batteri e i parassiti generalmente vengono contratti toccando o mangiando cibo contaminato. La gastroenterite contratta da cibo contenente microrganismi o tossine batteriche è chiamata anche “intossicazione alimentare”.
 

La RE-IDRATAZIONE
 

Per una adeguata gestione del sintomo “vomito” a domicilio, mamma e papà devono armarsi di tanta pazienza ed iniziare una lenta e costante somministrazione di liquidi per bocca.
Le linee guida della Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica sottolineano l’importanza di utilizzare, durante la reidratazione per via orale, adeguate Soluzioni Reidratanti Orali (ORS), trovando la soluzione dall’aroma più gradito (es: all’arancia o al miele).
 

Le SOLUZIONI REIDRATANTI ORALI vanno però somministrate con 2 piccoli “trucchetti del mestiere”:
Somministrare ORS fredda (più gradevole e in più liquidi caldi stimolano ulteriormente il vomito);
Due grandi alleati: cucchiaino o siringa. Per evitare l’insorgenza del vomito le soluzioni reidratanti devono essere somministrate in piccole quantità ripetute costantemente nel tempo, in particolare, nel corso della prima ora, andrebbe offerto ai bambini più piccoli (fino a 2 anni) mezzo cucchiaino da caffè di soluzione ogni 2 minuti, ai bambini sopra i 3 anni un cucchiaino da caffè di soluzione ogni 2 minuti.
La quantità di liquidi offerti va aumentata progressivamente nel corso delle ore successive, per le prime 4-6 ore.
 

Anche nel caso di presenza di diarrea, lo scopo principale della terapia deve essere la prevenzione della disidratazione ed anche in questo caso l’assunzione di liquidi per via orale deve essere iniziata il più precocemente possibile.
 

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2018-04-17T11:04:40+00:0017 febbraio 2018|News|